martedì 12 dicembre 2006

Sergej Dovlatov e La marcia dei solitari

Amo molto questo scrittore russo/estone/ebreo, nato a San Pietroburgo ed emigrato negli Stati Uniti nel 1978, morto nel 1990, lo amo per il suo umorismo malinconico, la sua ironia un po' triste, lieve.

Adesso sto leggendo "La marcia dei solitari", una raccolta postuma di suoi editoriali per il giornale "Il Nuovo Americano".
Non è il suo libro migliore, soprattutto non lo consiglierei a chi lo avvicina la prima volta, suggerirei altre opere, come "Straniera", "La valigia", "Compromesso", "Noialtri", "Regime speciale", tutte pubblicate da Sellerio.
In questo volume ne esce un profilo medio, con alcuni tocchi interessanti ma che non lo riscattano dalla normalità.

Qui potete trovare un'altra "bloggata" su di lui, e qui un brano, il primo incontro con quella che sarà la sua futura moglie.
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