lunedì 18 giugno 2007

Siberia, di Nikolaj Maslov

Opera prima di un'autore russo, pubblicata in Francia e ora in Italia, questo romanzo a fumetti soffre di una certa immaturità espressiva, sia a livello di messa in scena (o messa in fumetto) che di sceneggiatura.
Resta comunque un lavoro interessante, perchè narra un mondo lontano (quel che era l'Unione Sovietica), nello spazio, nella cultura e nel tempo, testimonianza di un orizzonte ormai perso di vista, esperienza individuale ma anche di molti, e da noi conosciuta più attraverso le maglie della propaganda (avversa o favorevole che sia) che per esperienza reale.

Spiace per qualche piccola imprecisione nella traduzione, evidente per il fatto di essere stata tradotta in italiano dal francese, senza che il traduttore abbia alcuna conoscenza del russo.

Nikolaj Maslov, Siberia, Alet Edizioni, 15,00 euro.

Pillole blu

Bella opera dell'autore svizzero Frederick Peeters, la storia autobiografica della convivenza con una ragazza sieropositiva, con un figlio anch'esso sieropositivo, la loro vita insieme non facile ma indubbiamente positiva (e scusate il gioco di parole). Pillole blu sono le pillole che i malati di Hiv devono assumere ogni giorno per andare avanti, un sacrificio che dà un significato diverso al loro legame, ma che ne rafforza anche il legame.
Un'opera matura e che riesce ad essere anche molto lieve (forse un po' troppo circoscritta nell'esperienza dell'autore, ma è un peccato del tutto trascurabile).

(Qui e qui altre recensioni)

F.Peeters, Pillole blu, Kappa Edizioni, 15,00 euro

domenica 17 giugno 2007

Le vite degli altri

Bel film, Le vite degli altri, anche se venato da una certa dose (liberatoria) di ottimismo: non proprio ottimismo nei riguardi di tutti i personaggi, ma comunque ottimismo per i risultati delle scelte - difficili - del protagonista/agente della stasi, e del protagonista/autore teatrale (anche se non privo del suo epilogo tragico, è ottimismo per il giudizio morale che ne risulta).
Un triangolo virtuale (meritorio di maggiore analisi, i due sono in fondo le due facce di una stessa medaglia, la vita sotto il regime) tra i due e l'attrice compagna del drammaturgo e oggetto del desiderio.
Ottimismo che in altri tempi non ci saremmo potuti concedere.

Le vite degli altri, regia di F. Henckel von Donnersmarck, con M.Gedeck, U.Mühe, S.Koch, U.Tukur.

domenica 10 giugno 2007

La fenice - Il Libro del Mito, di Osamu Tezuka

Non ho tempo di scriverne, quindi faccio solo una segnalazione per questo fumetto: leggendolo si capisce perchè Tezuka Osamu era considerato il dio dei manga!
Una grande fumetto, di un mangaka eccelso!

Osamu Tezuka, La Fenice Vol. 5, Il Libro del Mito I, Hazard Edizioni, 9,00 euro.
Albo con lettura alla giapponese.

Riflessione sull'ultimo numero di Gea

Questa è una riflessione sull'ultimo numero del fumetto Gea, di Luca Enoch - perchè non lo ritengo un fumetto riuscito - divisa per punti (non va preso per oro colato!):

  • Assertività
Il fumetto di Enoch è un fumetto a tesi, quantomeno fortemente a tesi: nasce dalla volontà di esporre delle idee, anche molto sentite dall'autore. In diversi momenti il fumetto risulta in un contenitore che le accoglie e permette di esporle, eventualmente producendo una dimostrazione con le vicende disegnate, ma in questo modo inaridendolo.
Non discuto le tesi stesse (in realtà il processo prevede anche l'esposizione di un'antitesi), trovo semplicemente che si tratti di un processo deduttivo che produce un risultato non eccelso: il tono diventa dischiarativo, prolungandosi in spiegazioni a volte eccessivamente prolisse e interminabili, con il rischio che si resti sulla superficie delle cose.
Ahmad non è il comandante Kurtz di Apocalypse Now, non rappresenta il cammino dell'uomo verso il suo lato oscuro, è solamente un personaggio che segue una tesi fino alle sue estreme conseguenze, senza approfondimento psicologico. Che esistano persone di questo tipo appiattite (anche dall'uso delle droghe) non è da escludersi (è più facile che vi siano persone che credono alle tesi di Ahmad avendo solo un'esperieza televisiva della guerra), ma è la narrazione che ne paga le conseguenze.

  • Manicheismo
Una certa dose di manicheismo è sempre stato presente nei fumetti di Enoch, vi sono sempre i giusti e gli ingiusti (più che i buoni e i cattivi che si trovano nella prima Sprayliz).
Il manicheismo in questo numero di Gea è presente nella figura emblematica di Ahmad, e Ahmad viene utilizzato per contestarne la visione distorta in cui il nemico va eliminato ad ogni costo: ma l'impressione è che il confronto risulti cristallizzato, non c'è un autentico superamento con l'esperienza data da un vissuto, ma solo la sua contestazione.
Anche se mi sembra che nel tempo vi sia stata evoluzione nell'autore, e bisogna considerare Gea un'opera non ancora conclusa (avverrà nel prossimo numero), prevale sul resto la volontà di mostrare le ragioni contro, in una dialettica congelata, e nei rari casi in cui vi sono evoluzioni dei personaggi (vedi Diddly), queste prendono la forma di conferma della tesi più che il frutto di percorso psicologico profondo.

  • Giovanilismo
Che non è un difetto! I protagonisti di Gea sono giovani (in gran parte), non solo anagraficamente, ma anche nello spirito: hanno voglia di fare, se parlano parlano per certezze (è la mia tesi sulla assertività di cui ho parlato prima), si divertono e fanno errori ma non si rivolgono agli altri per indicare la via in modo paternalistico (semmai con un po' di saccenza). Vivono la nudità e il sesso senza pudori, ma nemmeno con malizia, semplicemente in modo libero. Il futuro è qualcosa di aperto.

  • Entertainment and drama
Personaggi originali e interessanti, come i "pesanti", a volte si sprecano in macchiette ripetute: l'impostazione apocalittica della serie richiede momenti di alleggerimento, ma questo provoca l'indebolimento della tensione drammatica e una mancanza di incisività della battuta. Il disastro che ha sconvolto l'umanità sembra solo una scampagnata, una nuova avventura degli eroi (Gea stessa non sembra aver patito particolarmente gli sconvolgimenti che ha subito un mondo sbagliato).

Ne risulta una semi-stroncatura... ma credo che Enoch possa fare di meglio quindi si dii da fare!
(bello il piccolo pterodattilo!)

Luca Enoch, Gea n. 17 Il tempo della mano crudele, Sergio Bonelli Editore, 3,20 euro.


A breve (il 16 giugno) poi uscirà una nuova miniserie di casa Bonelli, Dragonero, sceneggiata sempre da Enoch con Stefano Vietti e disegnato da Giuseppe Matteoni.
C'è stato un tempo in cui il fantasy era una necessità, ci sono state opere che sole hanno espresso rinnovamento, divertimento, coinvolgimento (da Guerre stellari a Tolkien fino a Conan)... altre volte il fantasy è risultato solo uno schema in cui rientrare per vendere con facilità prodotti agli appassionati (affamati) di un genere. Non sono contrario per partito preso alla logica di mercato, ma solo quando svilisce il prodotto, i fruitori o gli autori.
Credo, sia dagli autori che dall'editore, che non sia questo il caso, quindi non posso che fare alla miniserie... un augurio interessato!

venerdì 8 giugno 2007

Il mio piccolo contributo a Wikipedia

Oggi ho aggiornato la voce di Wikipedia dedicata a Sergej Donatovič Dovlatov, uno scrittore che amo molto... spero di non aver fatto danni, non ho ancora competenza con gli standard della più grande enciclopedia collaborativa (gratuita!) online!

(in fondo si tratta solo di una traduzione, con qualche integrazione)

P.S.: Questo è il mio profilo su Wikipedia.

giovedì 7 giugno 2007

Noi marziani

Appena finito di leggere Noi marziani (Martian Time-Slip), di Philip K.Dick, bel libro (e aggiungo porca miseria). Se avrò tempo cerchero di scrivere qualcosa di più in questi giorni, aggiornando la notizia... zzz

Philip K.Dick, Noi marziani, Fanucci Editore, 11.90 euro.

Informazioni non reprimibili

Volevo segnalare questa campagna di Amnesty International, Irrepressible.info, contro la censura sempre più strisciante dei governi sui contenuti in rete.

Potete partecipare con una petizione, o mettento un semplice javascript sul vostro sito, che permetterà di proporre informazioni censurate:



Nota bene: si tratta più che altro di un banner dimostrativo, in quanto lo script mostra notizie richiamate dal sito irrepressible.info: non è difficile immaginare che un regime con la capacità di bloccare i siti possa estendere il blocco anche a questo...

sabato 2 giugno 2007

Tolstoj e il vampiro

Aleksej K.Tolstoj, Il vampiro, Edizioni Studio Tesi, 11.500 (delle vecchie) Lire.

Altro libricino di un autore russo che ho letto recentemente, Aleksej Konstantinovich Tolstoj, parente alla lontana del più famoso Lev Tolstoj. Avevo già letto altre storie fantastiche russe, e mi hanno sempre affascinato (penso ad esempio al Vij di Gogol', edito da Sellerio).

La storia, pubblicata nel 1840, è basata sulla suggestione della presenza degli upyr, una versione russa del vampiro, presenza che opprime una famiglia cui appartiene una fanciulla a cui il giovane protagonista è interessato.
Il racconto si sdoppia con un flashback di vicende avvenute in Italia (sul lago di Como venivano anche prima di George Clooney), con un fantomatico contrabbandiere, Titta Cannelli, e visioni spaventevoli che segneranno i protagonisti di una spedizione in una villa infestata avvenuta per scommessa.

Il vampiro è una storia giocata nell'abiguità (ostentata) di registro tra reale e fantastico.
Molti personaggi sono presentati quasi in una logica di doppi: il protagonista e il giovane stralunato, la generalessa e la nutrice buona, ma anche il contesto russo con quello straniero, in questo caso italiano (paese nel quale Tolstoj soggiornò).
Si assiste allo stemperamento della carica fascinosa e orrorifica del vampiro, costretto qui alla sottomissione alla tradizione, alla limitatezza dell'ambito d'azione; più spaventevole e allucinata risulta l'ambientazione straniera.
Tutto sommato non è un libro che mi ha entusiasmato.

Segnalo la prefazione di Vladimir S. Solov'ev e la postfazione "I vampiri slavi di Aleksej K.Tolstoj e il fantastico russo", di Luigi Volta.
La postfazione è praticamente un microsaggio in cui viene tratteggiata una comparazione tra il fantastico russo, quello americano e quello europeo occidentale, il loro rispettivo retroterra, le loro differenze sostanziali. (Manca qualsiasi riferimento al fantastico italiano: perchè minore e assimilabile a quello europeo tout court? Mi viene in mente solo Dino Buzzati, ma si potrebbe indagare anche altri media quali il fumetto)

Essendo un libro fuori catalogo, riporto, mischiandole e riassumendole malamente, le tesi del Volta, nella certezza di traviarne le idee:
Il fantastico russo è intriso di realismo mistico, la realtà stessa partecipa il mito e il sacro; il racconto fantastico russo si esprime nei modi propri di una genuina oralità; lo spirito del fantastico russo trova origine dal senso di comunità patriarcale, vi si trova un ottimismo, il senso del concreto e un rifiuto ironico dell'astrazione, il sapore per l'allegoria e il moralismo, mentre l'amore per i luoghi e le persone ne impedisce la deriva alienante.

In un'Europa occidentale che ha conosciuto l'impoverimento della rivoluzione industriale, si sente la necessità di riempire con presenze ultraterrene i vuoti che si sono generati, un vuoto immanente a un'informazione obbligatoriamente razionale, alle esigenze del mercato; si sente il fascino per l'artificio estetico.

Negli USA si vive nella presenza di un sogno americano irraggiungibile, che trova in alcuni casi l'happy end in miti consolatori, diversamente vive di un pessimismo apocalittico; il fantastico americano nasce da un retroterra protestante; la paura si realizza tramite elementi antisociali in genere aggressivi, si prova un amore ludico per l'eccesso gratuito.

Gli upyr, a differenza dei vampiri occidentali, spinti da una forza centrifuga, bramosi di conquistare e soggiogare il mondo esterno, sono guidati da una forza centripeta, orientati a influenzare e controllare la cerchia dei propri familiari, gli appartenenti allo stesso contesto parentale o tribale.
Giustamene prego a chi è interessato di leggere la postfazione di Volta, eventualmente recuperando il volumetto da una buona biblioteca.
Ho trovato la tesi di Volta interessanti, da verificare nelle mie prossime letture di letteratura fantastica e non solo (si può fare anche un confronto tra il fantastico di Stalker e 2001 Odissea nello spazio).

Stendardi postatomici

Idea di mondo postatomico barbarico, con nascita di bande stile mad Max, baroni et similia: al posto di stendardi e stemmi con animali e creature mitologiche, cose del tipo una Ferrari, marchio Mercedes, oggetti che non si possono più riprodurre, e altri miti moderni.
Una delle tante idee sceme che mi vengono la notte, "un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l'ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato. Un giorno per amare, per sognare, per vivere. Buonanotte..."