lunedì 31 dicembre 2012

Passato

Pensare al mio passato mi fa venire in mente che provavo emozioni confuse, a volte.
Oppure pensare che fossero confuse me le fa sentire meno imbarazzanti.


domenica 30 dicembre 2012

Il sesso (Venere)

L'erotismo è sesso per la mente. La pornografia è sesso per il corpo.
Isolando gli elementi si ha maggiore controllo, perchè il sesso fa paura, è una forza potente, ci coinvolge completamente, ci fa perdere il controllo e richiede troppo da noi.

Il gioco d'azzardo

Il gioco d'azzardo, le scommesse, le lotterie sono, insieme a tv, mezzi di controllo potenti. E in più drenano notevoli risorse economiche verso altre mani.
Chi si adegua a una logica di riscatto attraverso il caso e la sorte non segue più il proprio destino ma lo affida ad altri, più facilmente si adegua a quel che gli viene imposto dall'esterno.

Della pigrizia..

Odio raramente qualcuno: è che son pigro, e odiare richiede decisamente troppa energia..


sabato 29 dicembre 2012

Onanismo nei ricchi

Ricchi sempre più esigui e sempre più ricchi, poveri sempre di più, e sempre più poveri. 
Viviamo in un periodo in cui sta aumentando l'onanismo* dei ricchi.
(* inteso come il piacere nel godere da soli)


mercoledì 26 dicembre 2012

E' mica tuo quel cadavere? (Idea così così per una storia strana)

Se fossi un autore di storie scriverei una storia un po' assurda, kafkiana, in cui nel mondo una percentuale molto alta delle persone che scoprono la vittima di un omicidio si rivela essere lo stesso omicida (o almeno è quello che risulta alle forze investigative).
Quindi, per non rischiare di essere indagati, quasi nessuno denuncia la scoperta di un cadavere, con risultati a tratti ridicoli, o paradossali: persone che parlano tranquillamente con vicino un morto in decomposizione, allontanandosi poi senza tradire reazioni di sorta, continuando a parlare, un oste che pulisce i pavimenti di un bar, spostando un corpo nella monnezza, e continuando imperterrito fino alla chiusura del locale, ecc. (potrebbe essere anche lo spunto per una storia di Dylan Dog, ad esempio).

mercoledì 21 novembre 2012

Accettare o non accettare

Alcune cose si accettano altre no, altre ancora si arriva ad accettarle.
Ma sappi che se le accetti, non lotterai più contro.

mercoledì 31 ottobre 2012

Mettiamo un giorno i boschi...

Mettiamo che nel futuro spariscano i boschi, divorati dall'espansione umana, ridotti a macchie di alberi e arbusti, recintate, monitorate: per quanto tempo resterebbero nel nostro linguaggio, come residui lessicali? E per quanto ancora, scomparsa la terminologia per definirli e riportarli alla mente, ne sopravviverebe la lunga ombra nel limitato mondo dei nostri pensieri?

venerdì 19 ottobre 2012

La nostra natura e pensieri contingenti

Quando sei te stesso sei solo. Difficilmente la gente ti capisce o apprezza per quello che sei.
Allora non devi essere te stesso?

Quando non segui la tua natura sei ancora più solo.

Puoi solo cercare di essere te stesso e condividere qualcosa con gli altri, ma solo quando anche loro sono sè stessi, e li capisci e li apprezzi per quello che sono.

Per questo siamo il più delle volte soli.

(giuro che questa non l'ho trovata nei cioccolatini!)

martedì 2 ottobre 2012

Violenza nei videogiochi

Se fossi un autore di videogiochi creerei un gioco ultraviolento in cui il protagonista avrebbe il ruolo di un personaggio decisamente violento. Potrebbe scegliere tra diversi ruoli per cui potrebbero essere se non auspicabili, comunque plausibili, derive violente: tifosi, forze dell'ordine, teppisti ecc.
Permetterei l'uso smodato della violenza, e solo i veri violenti potrebbero andare avanti nel gioco e avanzare di livello.
Ma.
Solo chi riuscisse ad andare avanti nella storia vivrebbe il passo successivo, il contrappasso. Spogliato dei suoi identificativi, si troverebbe dalla parte opposta della barricata, non riconosciuto e quindi cacciato dai suoi simili, si troverebbe non solo contro i precedenti alleati, ma potrebbe sopravvivere solo alleandosi con i vecchi avversari, e soprattutto sovvertendo le stesse logiche che lo avevano caratterizzato finora, facendo i conti con le sue scelte. Solo chi affronterà sè stesso potrà vincere.
(riuscire a creare un gioco simile senza essere bacchettone non è facile)

martedì 18 settembre 2012

L'uomo radicato

Più spesso che mai l'uomo razionale, quello che noi pensiamo essere l'uomo razionale, è l'uomo radicato. Radicato nella sua realtà, nel suo modo di pensare, nella sua attinenza a una logica consolidata.

venerdì 14 settembre 2012

Rivoluzione?

Me ne rendo conto nel lavoro. In Italia non ci sarà mai una rivoluzione, non fosse per circostanze veramente eccezionali avremmo ancora i borboni e il papa re: l'italiano non vuole mai cambiare le cose dal profondo, ma conta sempre su un intervento di destrezza per salvarsi la giornata.

giovedì 13 settembre 2012

Eleganza

Le persone appariscenti cuccano di più, ma quelle eleganti cuccano meglio

Mezzi tecnologici

Se fossi un autore (di telefilm) scriverei una serie stile CSI NCIS ecc. in cui vengono regolarmente usate le più moderne tecnologie, ma regolarmente queste tecnologie falliscono, per incapacità degli agenti o per la troppa speranza riposta in esse, e alla fine gli investigatori se la debbano cavare con le loro capacità.

Delusione

Il momento della delusione è quello che più rivela di una persona.

(quella delusa)

mercoledì 12 settembre 2012

Il ruggito del Saguaro!

Ovviamente non parlo del giaguaro, ma del Saguaro, che è un cactus, oltre che il protagonista dell'ultima serie Bonelli!

Devo dire che sono sempre più piacevolmente stupito da questa nuova produzione, credevo che questa nuova serie non mi potesse prendere e invece vengo per fortuna smentito. La caratterizzazione dei personaggi è ottima, coerente, il protagonista ha quella giusta grinta senza essere troppo soverchiante, le ragioni dei comprimari sono rese evidenti senza scadere nel didascalismo, la drammatizzazione viene regolata al giusto livello, senza scadere nel melodramma, l'azione modulata e profusa al momento giusto.
Se proprio devo segnalare qualcosa, la figura dello sceriffo mi risulta ancora troppo monodimensionale, nelle reazioni che riesce a suscitare, ma chissà che la situazione non si evolvi prossimamente.
Saguaro riesce a essere una serie che sposa l'aspetto realistico e la caratterizzazione storica con l'azione, senza appiattirsi su una o l'altra dimensione, ma giocandosele tutt'e due offrendo un piacevole passatempo, nè piatto nè noioso. E non è poco.

mercoledì 29 agosto 2012

L'eleganza dell'uomo

Se fossi un autore scriverei "lei lo trovava molto elegante, come un gallo dalle penne iridescenti, ma a letto non poteva fare a meno di constatare che, nudo, il suo aspetto fosse quello di un pollo spennato"

martedì 21 agosto 2012

Morte e vita

"Il bello (?) della morte è che a seconda di come la vedi cambi il tuo modo di vivere."

(autocito un mio commento apparso su questo sito)

sabato 18 agosto 2012

Pensiero sulla natura

Uomo e animali condividono sicuramente una cosa, l'esistenza.

About Tex (Lo sceriffo indiano, n. 581 e 582)

Scriverò in queste righe la mia recensione delle ultime storie di Tex, l'eroe di casa Bonelli, ovvero i numeri 581 e 582, titolati rispettivamente "Lo sceriffo indiano" e "La preda umana", si tratta di un'unica storia divisa su due albi.
(Attenzione, **SPOILER** si tratta di una  recensione non priva di rivelazioni che possono guastare il gusto della lettura!)

Storia interessante, che mischia un'amicizia che rasenta l'amore, l'interesse e il potere, l'amicizia tradita, il tema della difficile coesistenza di popoli diversi, e tanti pistoleros!
Ma più che a elogiare o spronare io sono più bravo a criticare (chi non lo è?), perciò anche stavolta mi metto le mie vesti da professorucolo pedante e dò luogo al commentarium de storiaeae Texiis.

Inizierò dal disegno, nel quale si vede la commistione di diversi stili, simili ma non sempre coerenti, niente di grave, a tratti sono decisamente belli e incisivi, ma non mi convince appieno la faccia qualche volta troppo allungata di Tex (il viso che appare nell'ultima vignetta di pag. 80 non sembra lo stesso di pagina 81, nel n. 581). Peraltro si vedono scene credo anche nuove nell'immaginario texano, come la caduta di un'anatra, piacevole variazione sul tema del viaggio nelle lande selvagge.

Altra cosa che mi lascia un po' perplesso è la presenza di quello che io percepisco come salti temporali un po' troppo bruschi, tra vignetta e pagine diverse (in due casi, tra l'ultima vignetta di pag. 43 e la prima della 44, nel n. 581, e tra l'ultima di pag. 75 e la prima della 76, nel n. 582).
Non si capisce poi perchè se nel n. 582 a pag. 105 il giudice era a terra legato, poco più in là, a pag. 108, esca dalla baita sparando all'impazzata!

Per passare altrettanto bruscamente sulla trama, altre note che mi suonano non convincenti sono la risposta troppo aggressiva di Tex all'arrivo alla stalla nel n. 582 (della terza vignetta a pag. 8): perfino per Tex, e sì che ha avuto una giornata storta! O meglio, è la risposta che mi aspetterei da una persona normale, ma Tex non può trascendere da un rispetto equilibrato, e non è che può riservare le sue attenzioni solo a indiani e neri, si rischia un razzismo all'incontrario.
Uso questo pretesto per parlare dell'antirazzismo in Tex: non credo che mi si possa accusare di razzismo se l'uso eccessivo di una certa retorica antirazzista mi irrita assai. Voler mostrare la cattiveria e brutalità del rampollo Rowen, oltre all'arroganza calcolatrice del padre, facendogli pestare selvaggiamente un servitore nero, dopo una serie di scene di avversione agli indiani in paese, mi sembra un eccesso di zelo. Eccesso di zelo a volte troppo presente nel fumetto Bonelli (ma secondo me mai nei fumetti scritti da Bonelli, padre e figlio, perchè è una avversione al razzismo più sentita, e sincera). Difficile trovare un equilibrio tra antirazzismo e realismo, spesso si scade nell'antirazzismo formale e stereotipato, o peggio in un'idillismo popolato dai miti del buon selvaggio e del buon reietto, ma riuscirci fa la differenza.
(Faccio una piccola disgressione proprio perchè in proposito mi è venuta in mente una storia scritta dal Nolitta in cui entrava in scena il personaggio di Dana, in Mister No n.13 credo, personaggio che risulta subito simpatico e ruba persino un po' la scena al protagonista, ebbene, questa storia è sicuramente il miglior esempio di antirazzismo "sentito", mentre in quest'altra storia si usa l'antirazzismo in modo utilitaristico e strumentale, il pestaggio del servitore serve per mostrare meglio al lettore chi è il cattivo della storia, e per essere sicuri di non sbagliare lo si sottolinea mostrandocelo giovane e nero: ho trovato questo utilizzo particolarmente irritante)

Infine, e qui chiudo, non mi è piaciuto nemmeno il pentimento del personaggio del giudice, uno dei principali della storia. La storia ci mostra una persona che rimugina sui suoi gesti, ma non ci mostra perchè si pente. Già si capisce poco perchè li ha compiuti, denaro, soldi, donne? Non mi sembra un dandy, un uomo assetato di potere, un amante geloso. Ha tradito quelli che chiama amici senza batter ciglio, ha cospirato in prima persona per far cacciare e anche far fuori di persona un amico che a parole sembra sentito (ma se Tex si concede ricordi sull'amico meticcio, dove si vede che questi era amico suo?). Non capendosi bene perchè abbia tradito, si capisce ancor meno del perchè di colpo si penta. Non c'era forse anche lui, quando ha ordinato a uno scagnozzo di uccidere Lorence, il proprietario del terreno cui era interessato Rowen? Non ha suggerito lui ai Rowen il modo di sistemare per sempre Jerry e Tex, ovvero ucciderli alle spalle e di persona? Come mai d'improvviso ci ripensa? Ha solo paura di sparare? Perchè quella sembra solo paura, non reale pentimento. Eppure sappiamo che subirà una pena lieve (2 anni, vitto e alloggio non sono il massimo, dice lui), e riceve da Jerry la proposta di diventare vicesceriffo una volta uscito dal carcere! Vabbè, sarà che sottovaluto la forza del perdono, sarà che in fondo rispecchia la mentalità di oggi, ma resto sinceramente basito!
(A volte nelle storie Bonelli sembra che si voglia spiegare il perchè delle scelte degli autori, non tanto quelle dei personaggi!)

Chiudo (davvero) la presente con parole di mio pentimento e di scusa: scrivere una storia è davvero difficile - almeno scriverla bene - e mi rendo conto che non è facile, per niente facile, come mestiere, ma la mia volontà, spero anche di altri, è vedere e leggere storie sempre più belle!

mercoledì 18 aprile 2012

La lieve fine di tutto

Oggi mi è venuta un'idea, tra il tragico e il faceto.
Una di quelle cose per cui l'immaginazione parte in quarta per la sua strada, e tu la lasci andare per vedere dove cavolo andrà.
Immaginiamo (ma non è così ovviamente, o almeno spero) che mi venga una di quelle malattie incurabili che ti fanno perdere lentamente ragione, lucidità, coscienza, insomma che ti rimbecilliscono completamente.
E immaginiamo (e non so se sarà così, ora preferisco non pensarci) che di fronte a una situazione simile, piuttosto che ridurmi a un vegetale ed essere solo un peso alle persone che mi circondano, decida di farla finita. Ma un po' per mancanza di coraggio, un po' perchè non voglio farla finita quando sto ancora bene, che decida di terminare la mia esistenza solo quando il mio stato sarà irrecuperabile.
Come potrei fare?
L'ideale sarebbe creare una trappola mortale, magari in casa, che fintanto che sono lucido posso evitare, ma quando ormai privato dell'intelligenza non riuscirei a schivare.
Che so, un libro colorato che mi attiri l'attenzione, e che quando provo a prendere in mano faccia precipitare una pila di libri addosso uccidendomi sul colpo, una torta alla panna sul ciglio del balcone, che mi faccia precipitare dal settimo piano, un gelato con un cavo dell'alta tensione attaccato.
Non so perchè, l'idea di studiare un sistema per eliminare quella versione di me divenuto imbecille la trovo divertente. Tragica e divertente. Mi vedo con un sorriso da bambino che prende il "giocattolo" tanto desiderato, fulminato nel momento della sua massima bambinesca soddisfazione.
Che si può desiderare di più?

Dolore ricercato

A volte ci si rotola nel dolore: nel dolore fisico e psichico noi
stessi torniamo a coccolarci e a prenderci cura di noi, ed è quello
che cerchiamo, per riprenderci