martedì 14 luglio 2009

Giornata di silenzio e sciopero dell’informazione


14 Luglio 2009: informazione e blog in silenzio contro il ddl intercettazioni

giovedì 28 maggio 2009

Ezra sta benone (ma anche Hermann non sta malaccio!)

Più che parlare di questo volume, che ho trovato carino ma privo forse di originalità (rispetto al filone della serie), vorrei dire due parole sull'autore.

Già Jeremiah (e il suo compagno d'avventure) ci dice molto su Hermann: interessati al pratico sopravvivere e (cercare di) trarre vantaggio dalle situazioni in cui si trovano, i due sono antieroi opportunisti forse ma non cattivi.

La visione di Hermann ha risvolti amari, è una visione asciutta e disincantata, che tocca il cinismo (non compiaciuto, per fortuna). Homo homini lupus sarebbe indubbiamente un aforisma che si confà alle sue storie. Come ho riportato su wikipedia (scusate l'autocitazione) "I protagonisti delle storie di Hermann sono spesso privi di ogni ideologia o idealismo, costretti a confrontarsi con una realtà dura in cui le vittorie non sono consacrazioni definitive ma temporanei successi nella lotta per la sopravvivenza".

E se la visione sull'uomo non è proprio ottimistica, non diversa quella sulla società: in Hermann l'autorità non è mai un fattore fondante, precostituito, indiscutibile, è la volontà e il potere di un uomo o più spesso un gruppo di uomini che si impone con la forza (in particolare in Jeremiah, in cui si descrive un'umanità post-apocalittica). Il più delle volte realizzandosi con l'imposizione della forza avviene sempre una prevaricazione sugli altri, e i protagonisti dei fumetti di Hermann hanno una tendenza centripeta ad allontanarsi dal potere e dalla vita "normale" (lo scontro con un potere è spesso il fulcro della storia, e la mancata realizzazione in fondo il pretesto per proseguire con nuove storie). Pur essendo spesso vittoriosi, gli eroi-antieroi di Hermann non sono dei vincenti, perchè la loro lotta si rivela essere sempre impari se considerata come lotta contro il sistema, mentre può riuscire solo a livello episodico.
Nei fumetti di Hermann rimane sempre un senso di precarietà, che se pure può aver ragione nel tipo di produzione, seriale, delle sue storie, credo faccia parte dello stile dell'autore.

Non mi fraintendete, Hermann non è un cinico rabbioso, disincantato certamente, ma non incattivito: diverse volte i protagonisti di Jeremiah ridono e si irridono vicendevolmente, e possono godere di qualche successo, più che altro i loro successi si inquadrano nella lotta giorno per giorno, nella prevalente mancanza di una visione a lungo termine.

Consiglio comunque questa collana, l'ediozione è più che discreta e il prezzo eccezionale!

Jeremiah n. 28 - Ezra sta benone, di Hermann, Eura Editoriale, 10 €.

lunedì 26 gennaio 2009

Rat-man 70: il ratto che è in noi..

Primo albo di un fumetto in due parti, esilarante e crudele. Non sempre tutte le battute colgono nel segno ma vale da sola il prezzo di 10, 100 di questi albetti, con una forza inaspettata per un fumetto comico-demenziale: la satira dei turisti scemi che con il telefonino fotografano i morti in guerra e di fame. Un'idea apparentemente banale ma estremamente feroce su di noi e quel che siamo.. viene da chiedeci, siamo davvero così? La risposta non vorremmo saperla...

Godetevi alcune tavole su questo link.

Ratman 70 "Ratto", di Leo Ortolani, Panini Comics, € 2,50.

martedì 30 dicembre 2008

Gipi a Le invasioni barbariche

Oggi hanno ritrasmesso l'intervista di Irene Bignardi a Gipi, a "Le interviste barbariche". Per chi se la fosse persa, è disponibile sul sito de La7, a questo link.

sabato 6 dicembre 2008

Mattotti a Che tempo che fa

Stasera c'è Lorenzo Mattotti a Che tempo che fa, parla in particolare del suo "ultimo" lavoro, in uscita in questi giorni, su Pinocchio.

Forse dovrei dire dei suoi ultimi, perchè, come dice nell'intervista, sull'opera di Collodi Mattotti lavora da anni. In particolare è uscito di recente un'edizione per la collana I Millenni dell'Einaudi (dal costo purtroppo proibitivo, 75 euro!).

Di recente ha creato con Enzo D'Alò un cortometraggio pilota, che ha vinto la "sezione pilota" nel festival di Annecy, per quello che dovrà essere un film d'animazione davvero interessante! Non vediamo l'ora.

A questo link si trova la registrazione dell'intervista.

giovedì 20 novembre 2008

Alita in fuga

Prosegue l'epopea di Alita, la guerriera cyborg sempre in lotta per l'autodeterminazione.

Purtroppo devo dire che questa "incarnazione editoriale" soffre, forse anche per l'eccessiva diluizione nel tempo delle uscite, ma credo anche di una certa confusione narrativa dell'autore, che con flashback e disgressioni, ci fa perdere di vista l'obiettivo.
Del resto sembra che neanche Alita sappia più cosa voglia: in fondo le lotte precedenti erano anche un modo per riscoprire se stessa, lei che era stata ritrovata senza memoria in una discarica, e per affermarsi in un mondo difficile pieno di avversari ma anche di qualche prezioso alleato.
D'altra parte il piacere dei duelli decresce, come quello di tecniche speciali e personaggi bislacchi come Desti Nova, scemando la sorpresa sostituita dal senso di deja vu; e anche se vi sono episodi interessanti (come il flashback di Caella Sanguinis) questi male si amalgamano con l'intera vicenda: sempre parlando del lungo flashback, si vedono episodi con protagonista un personaggio che resta comunque secondario per il lettore, la cui partecipazione non può dividersi tra Caella e Alita.

Peccato, perchè la prima serie era davvero ben realizzata, fresca e originale. Non resta che sperare!

Alita Last Order n. 21, di Yukito Kishiro, Ed. Panini, € 2,20

Lui è leggenda, Rat-Man ora e per sempre!

Si conclude l'esalogia inizata dal nostro Leo col numero 64, "Io sono leggenda". Un numero così atteso che l'autore (che non ce la faceva più :-D ) non ha potuto mantenere il suo solito formato, ma l'ha portato a consegnarci una storia di ben 72 pagine.

Quel che colpisce di Rat-Man è che le sue storie non sono solo divertenti parodie di supereroi, o la riproprosta delle avventure in braghette di un supereroe fantozziano, ma riescono anche a celebrare il mito di un sfigato più sfigato di noi (e che quindi si può deliberatamente deridere), a farci partecipare empaticamente alle sue miserie e ad esultare alle sue vittorie, vittorie che restano quelle di uno sconfitto. Insomma, Rat-Man è un grande.

Questa storia, in particolare, conclude un ciclo divertente ed genuinamente epico. Se gli si può muovere un appunto, è forse proprio nell'eccessiva lunghezza: si dovevano raccogliere i fili del racconto e chiudere con un accenno a tutti i personaggi, buttare lì una traccia per evoluzioni future, ma il magico equilibrio tra narrazione e puro divertimento a volte si perde. Niente di grave, ci sono momenti davvero esilaranti, e attimi di autentico pathos che fanno perdonare tutto assai volentieri!

Kiii! Kiiii!

Rat-Man Collection 69 "E ora... Rat-Man!", di Leo Ortolani, ed. Panini, € 2,50