venerdì 25 maggio 2007

Lucifero o del sesso degli angeli

Sembra sciocco, iniziare a parlare dell'ultima graphic novel (dire graphic novel fa figo) di Lucifer, di Mike Carey, parlando del sesso degli angeli. È che trovo curioso vedere come i diversi disegnatori (mi sembra improbabile ma non impossibile che dipenda da indicazioni dello sceneggiatore) abbiano affrontato la rappresentazione del sesso degli angeli.

Un modo come un altro di vedere come un argomento spinoso, che tocca la pudicizia nostra (nel mondo globalizzato ha sempre meno senso parlare di elemento culturale generalizzato, quanto individuale, che deriva da un certo grado di scelta) influenzi la rappresentazione di entità idealizzate.
Nella storia disegnata da Phillip Craig Russell gli angeli sono nudi (per rappresentare l'epoca che precede il peccato?), là dove sarebbe il sesso si vede - difficile descriverlo - una sorta di "pacco" indefinito.
Oltre a una grande esibizione di ali, nelle storie disegnate da Peter Gross e Ryan Kelly gli angeli vestono delle braghette, o tuniche di diverso tipo, di gusto greco-romano..
Il tutto suonerebbe un po' ridicolo ma comunemente accettato, quindi va bene.
(Non viene invece usato l'escamotage di coprire il sesso con altri oggetti, con apparente casualità)
Sembra più interessante notare che tutti gli angeli sono di sesso chiaramente maschile (a parte Elaine, che costituisce un'eccezione), e da segnalare il caso particolare di un angelo di colore (anche in Paradiso le cose cambiano, un po' lentamente). Non so se la serie di Lucifer sia passabile di accuse di razzismo, sessismo, o almeno orientamento culturale particolare, e sinceramente è una cosa che non mi interessa, comunque c'è da dire che i riferimenti mitologici di questo volume sono principalmente di origine ebraica e scandinava (mitologie molto interessanti, anche se soggette a stereotipizzazioni), mentre un paio di divinità "non bianche" hanno un ruolo secondario, quasi da lacchè.

Cosa altro c'è da dire di questa storia? Del ciclo di Lucifer posso dire poco, avevo letto le prime storie, e spinto dal nome di P.Craig Russell ho preso l'ultimo uscito.
Mike Carey ha costruito uno spin-off dal ciclo di Sandman di Neil Gaiman, nonostante quel che dice il redattore della postfazione, quest'ultimo è rimasto insuperato: minore la capacità di Carey di miscelare miti e mitologie in un prodotto unico e vivo, di livello più basso il pathos generato, Carey si rivela assai piatto nel gestire le creazioni di Gaiman, gli Eterni.
Il fulcro della tensione è la minaccia, una minaccia esibita, che sborda verso il lettore: altre passioni non si percepiscono. Il mito si incentra su Lucifero e su personaggi che affermano il proprio potere (fa eccezione Lilith). I (pochi) umani sono osservati asetticamente, a una certa distanza, e rimane il dubbio se siano attori delle storie che vivono o costrutti emblematici.
Una curiosità che mi resta, è capire in quale misura Lucifero, pur essendo un personaggio con una propria dinamica e proprie motivazioni, sia la voce dell'autore.

Alla fine, dopo tanta critica impietosa, devo dire che sono decisamente validi i due racconti iniziali: Lilith e Terreno neutrale, il primo per i disegni vezzosi di Craig Russell, di gusto liberty ispirato al classico, e per la capacità di narrare i contrasti interiori e i conflitti esteriorizzati, il secondo per l'idea che lo ispira, condotta intelligentemente.

Per quel che riguarda i disegnatori, Craig Russell non si smentisce nella sua bravura, mentre gli altri si rivelano appena passabili. Completano il volume le cover di alcuni autori, tra cui Michael Kaluta.


M.Carey, P.Gross, R.Kelly, P.Craig Russell e T.Naifeh, Lucifer Vol. 8 - Il lupo sotto l'albero, ed. Planeta DeAgostini, 11,95 euro.
Il volume raccoglie i numeri 45 e dal 50 al 54 della serie.
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