lunedì 18 giugno 2007

Siberia, di Nikolaj Maslov

Opera prima di un'autore russo, pubblicata in Francia e ora in Italia, questo romanzo a fumetti soffre di una certa immaturità espressiva, sia a livello di messa in scena (o messa in fumetto) che di sceneggiatura.
Resta comunque un lavoro interessante, perchè narra un mondo lontano (quel che era l'Unione Sovietica), nello spazio, nella cultura e nel tempo, testimonianza di un orizzonte ormai perso di vista, esperienza individuale ma anche di molti, e da noi conosciuta più attraverso le maglie della propaganda (avversa o favorevole che sia) che per esperienza reale.

Spiace per qualche piccola imprecisione nella traduzione, evidente per il fatto di essere stata tradotta in italiano dal francese, senza che il traduttore abbia alcuna conoscenza del russo.

Nikolaj Maslov, Siberia, Alet Edizioni, 15,00 euro.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho appena finito di leggerlo e sono daccordo che i disegni siamo molto grezzi, ma a loro modo comunicano molto bene lo stato d'animo della situazione, la cupezza di un ambiente vuoto e disperato.
Sono molto belli sopratutto gli ultimi racconti più brevi e penso valga la pena spendre 15 euro per comprarlo.
I disegni hanno una bellezza molto particolare, una piacevole variazione dalla concezione classia del fumetto occidentale.

Unknown ha detto...

E' vero che sono grezzi (e quindi adatti al tono della storia), e devo dire che se il disegno a matita nel fumetto non mi ha mai convinto tuttosommato qui non mi spiace.
Ma forse quello che mi dà più fastidio è come rende nella scena certe situazioni, un modo che non dà l'impressione di essere padrone della tecnica.

Anche se l'effetto è quello di aumentare l'impressione di "grezzo" di certi ambienti (l'equivalente dell'usare lo slang nel parlato), credo proprio che non sia una scelta stilistica, ma una scarsa esperienza del mezzo.

..o sono io che sono troppo bene abituato e ho la puzza sotto al naso?
(ai posteri l'ardua sentenza)

D'altra parte non conosco la scena fumettistica russa, ai tempi dell'URSS credo che si disprezzasse il fumetto come mezzo "capitalistico" di influenzare le "classi più incolte" (mentre la produzione di disegni animati vantava ottime scuole, ma credo sempre delegate e relegate alla produzione per l'infanzia e la comunicazione semplificata agli strati più intellettualmente poveri della società). La cultura "alta" era altra cosa..
(questo sempre con un avvertimento sul fatto che non sono certo un esperto in materia).

Non conosco la realtà nella Russia di oggi, ho solo visto qualche numero di Spider-Man e altri supereroi (solo marvel, se ricordo bene) in edizione russa...

ciao