giovedì 28 maggio 2009

Ezra sta benone (ma anche Hermann non sta malaccio!)

Più che parlare di questo volume, che ho trovato carino ma privo forse di originalità (rispetto al filone della serie), vorrei dire due parole sull'autore.

Già Jeremiah (e il suo compagno d'avventure) ci dice molto su Hermann: interessati al pratico sopravvivere e (cercare di) trarre vantaggio dalle situazioni in cui si trovano, i due sono antieroi opportunisti forse ma non cattivi.

La visione di Hermann ha risvolti amari, è una visione asciutta e disincantata, che tocca il cinismo (non compiaciuto, per fortuna). Homo homini lupus sarebbe indubbiamente un aforisma che si confà alle sue storie. Come ho riportato su wikipedia (scusate l'autocitazione) "I protagonisti delle storie di Hermann sono spesso privi di ogni ideologia o idealismo, costretti a confrontarsi con una realtà dura in cui le vittorie non sono consacrazioni definitive ma temporanei successi nella lotta per la sopravvivenza".

E se la visione sull'uomo non è proprio ottimistica, non diversa quella sulla società: in Hermann l'autorità non è mai un fattore fondante, precostituito, indiscutibile, è la volontà e il potere di un uomo o più spesso un gruppo di uomini che si impone con la forza (in particolare in Jeremiah, in cui si descrive un'umanità post-apocalittica). Il più delle volte realizzandosi con l'imposizione della forza avviene sempre una prevaricazione sugli altri, e i protagonisti dei fumetti di Hermann hanno una tendenza centripeta ad allontanarsi dal potere e dalla vita "normale" (lo scontro con un potere è spesso il fulcro della storia, e la mancata realizzazione in fondo il pretesto per proseguire con nuove storie). Pur essendo spesso vittoriosi, gli eroi-antieroi di Hermann non sono dei vincenti, perchè la loro lotta si rivela essere sempre impari se considerata come lotta contro il sistema, mentre può riuscire solo a livello episodico.
Nei fumetti di Hermann rimane sempre un senso di precarietà, che se pure può aver ragione nel tipo di produzione, seriale, delle sue storie, credo faccia parte dello stile dell'autore.

Non mi fraintendete, Hermann non è un cinico rabbioso, disincantato certamente, ma non incattivito: diverse volte i protagonisti di Jeremiah ridono e si irridono vicendevolmente, e possono godere di qualche successo, più che altro i loro successi si inquadrano nella lotta giorno per giorno, nella prevalente mancanza di una visione a lungo termine.

Consiglio comunque questa collana, l'ediozione è più che discreta e il prezzo eccezionale!

Jeremiah n. 28 - Ezra sta benone, di Hermann, Eura Editoriale, 10 €.
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