sabato 3 maggio 2008

Ipotesi narrativa: fantasy senza fantasy

Mi piacerebbe scrivere una storia fantasy, in cui si ribalta in un certo senso il paradigma del fantasy: un uomo o essere proveniente da un mondo fantasy, in cui esiste la magia, entra nel nostro mondo, in cui la magia non ha spazio, e qui scopre l'assenza di magia.

Nel suo mondo ogni aspetto della vita si manifesta con una sua "forza", ad es. l'amore si esprime con un'atmosfera di piacere e rilassatezza, l'odio con energie distruttrici: quando questo essere arriva nel nostro mondo in un primo momento lo trova squallido, triste, un mondo per cui sente che le persone non riescono a vivere pienamente i sentimenti, la vita; successivamente capisce che gli umani hanno la possibilità, certo di non comprendersi e di perdere molti aspetti importanti semplicemente perche' non li percepisce o è presa da sé stessa, pero' anche di apprezzare le sfumature e le ambiguità date dal linguaggio, il "silenzio" (comunicativo), l'assenza dell'espressione di sé stessi, che come il silenzio acustico ha i suoi lati positivi.

(eventualmente) Anche di rendersi conto che sia il potere di esprimere magicamente il proprio stato d'animo degli esseri, proprio delle creature del suo mondo, sia la difficolta' di percepire i sentimenti degli altri nel mondo "reale", il nostro, possono portare a una incapacita' comunicativa, in entrambi i mondi.
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