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giovedì 20 novembre 2008
Short (and light) stories by Adachi
In questo volume, rispetto ad altri, noterei una maggior propensione per uno sguardo "al femminile", orientato a un pubblico di ragazze: sono storielle brevi e rilassanti.
Short Program n. 1, di Mitsuru Adachi, ed. Star Comics, 7,00 €
Lost Girls, opera interessante? (2)
(in pieno delirio di protagonismo, riporto ancora il mio intervento, è che ci ho ripensato ancora un po’!)
Ho scritto“l’intelettuale (Moore) è al servizio dell’opera”, ma non so se sia cosi’ vero… in fondo è e resta molto intellettuale, insomma quando scrive Lost Girls quella mente perversa di Moore oltre al sesso pensa alle citazioni… quasi me lo vedo con la moglie quando fa all'amore che dice “dai, dai, adesso lo facciamo io che sono il marchese De Sade e tu Lady Chatterly… anzi, no, io faccio il Capitano Nemo, e tu Madame Curie… anzi no, facciamolo come se io fossi Mr. Hyde e tu Mary Shelley, anzi no io faccio Batman e tu R…” e la moglie “BAAAAASTA!!! Vieni a lettooo!!”
(scusate, io adoro Moore, ma la mia vena iconoclasta è più forte!) :-)
martedì 18 novembre 2008
Lost Girls, opera interessante?
Premetto, ne ho letto solo il primo volume, dei tre di cui l'opera è composta, e magari ci tornerò ancora su..
All'apparenza sembra niente più che un fumetto pruriginoso, ma merita uno spunto di riflessione in più.
Lost Girls è felicimente privo di pruderie, grazie al cielo, e non fa leva su queste: per Moore il sesso è sesso e non ha bisogno di alcuna giustificazione intellettuale. Anzi, qui l'intelettuale (Moore) è al servizio dell'opera, un'opera che parla di sesso.
Ci sono opere che parlano di sesso e ne fanno un uso rivoluzionario, di rottura contro i pregiudizi moralistici della società, uno strumento da usare contro il sistema: altre volte il discorso critico è solo una giustificazione per opere pretestuose, accumulo di orgasmi piuttosto che semplice (e felice) sesso, gioco che conduce facilmente nella perversione.
Niente di tutto ciò in quest'opera, che per certi versi ricorda l'esposizione libera del sesso che ne ha fatto Pasolini in alcune sue opere.
A rovinare un po' la festa è il lavoro di Melinda Gebbie, che francamente non reputo di grande qualità, nei tratti quasi infantili e grotteschi e nei colori sovraccarichi.
Si sente anche il peso di una narrazione un po' legnosa, a tratti didasacalica, che perde pathos per strada.
Lost Girls (vol. 1 di 3), di Alan Moore e Melinda Gebbie, Magic Press, 15 €.
mercoledì 16 luglio 2008
Silverfish, flusso di tensione
Pur essendo un tema che può risultare scontato, qui risulta vivo, la storia vibrante senza cali di attenzione.
Lapham, disegnatore e sceneggiatore, è un maestro della tensione.
E la storia è un flusso continuo di tensione: flusso che deve procedere per forza a scatti e cambi di direzione, perchè diversamente esploderebbe, ma è un flusso domato dall'autore.
Le scene proposte dall'autore dell'acclamato Stray bullets sono cariche di tensioni continue tra i personaggi che vi partecipano: raramente vi sono dei "rilasci" di tensione, quasi sempre si scatenano contrasti più o meno latenti, con uno scambio di polarizzazione e di ruoli - ora un personaggio è latore di tensione, ora ne è destinatario - riuscendo sempre a mantenere viva la suspance e l'interesse nella lettura.
Non sono assenti alcuni diffettucci, tutto sommato trascurabili: dal punto di vista della trama si nota una certa dispersività, vi sono alcune "linee morte", come i controlli della polizia e lo scontro tra le auto dei protagonisti. Sono scene che non aggiungono granchè alla caratterizzazione della storia, permettono invece di allungarla: alcune vengono usate non tanto per arricchire i sensi della storia, ma per variare e rilanciare la tensione.
Nella parte finale c'è un certo eccesso nella durata dell'inseguimento: si perde in linearità e crea un po' di confusione. Lapham non perde il controllo del narrato, e la lettura resta sempre palpitante.
Attenzione, di seguito qualche considerazione ancora in fieri, con possibili rivelazioni di trama...
La storia (volendo) si può analizzare focalizzandosi su due principali gruppi di personaggi: quello composto da Mia (la ragazza, nel momento più difficile e di passaggio, l'adolescenza), il padre (ovvero il lato più umano e "mortale" dell'uomo, il genitore rivelatosi fallace e caduco, da cui si desidera l'affermazione e il riconoscimento, ma lontano perchè in fondo ci si deve separare da lui), la matrigna Suzan (avversaria e oggetto di avversione, ma anche scoperta finale di reale amicizia, quantomeno possibile, riconoscimento dell'avvenuta maturazione), e il malato psichico Daniel (il barbablù, tutto quello che di negativo e divorante vi può essere nell'uomo), e quello del gruppo dei "pari", persone che sono allo stesso livello per quel che riguarda l'autorità di uno sull'altra, di nuovo Mia (reale focus, fulcro e protagonista della storia), l'amichetta (amica e insieme competitrice, motrice di pulsioni, modello alternativo e specchio di Mia), il ragazzo (fidanzato, oggetto di interesse, figura alfine positiva anche se un po' spenta, in fondo perchè idealizzazione del fidanzato ideale/reale, futuro e possibile), e la sorellina (rapporto familiare "sopravvissuto" da cui ripartire, possibile concorrente nell'amore dei genitori ma anello debole e da proteggere, possible modello di una futura maternità).
Altro ci sarebbe certo da aggiungere, magari alla luce della analisi secondo il quadrato semiotico di Greimas, se potrò cercherò di tornarvi. Manca anche qualche considerazione sul titolo, "silverfish", ovvero "pesce d'argento", che divora la mente e i pensieri del malato psichico: si tratta di un riferimento simbolico per lo sperma, desiderio sessuale e di sopraffazione per l'uomo? (e che Mia deve imparare a neutralizzare e governare, là dove l'uomo non vi riesce) Ci devo pensare ancora un po'...
Qui trovate un'intervista di Lapham (qui un'altra, in inglese).
Silverfish, di David Lapham, Ed. Planeta DeAgostini, 12,95 €.
martedì 1 luglio 2008
Fidanzata o guagliona?
Premesso che non sono fidanzato ufficialmente, ovvero come si intendeva una volta (nessuna promessa di matrimonio), quel che constatavo è proprio l'assenza di un modo "decente", al giorno d'oggi, di indicare "quella roba lì"! :)
Ecco qualche suggerimento:
- La mia ragazza? è il secondo che uso di più, anche se in realtà non ho più l'età... lei sì, ovviamente ce l'ha l'età (senò me legna) :D
- la mia compagna? Brrr, orrore! Non per ragioni politiche, ma basta poco perchè diventi socia, collega, consorella...
- La mia donna? Augh! Tu donna, io chita! Macho, quasi maranza..
- La mia morosa? Molto spigliato, ma sembra che l'abbia accattata in sala giochi
- La mia girlfiend? Fa molto cumenda che se la tira, e in più mi arrota la lingua
- La mia Dulcinea? Originale, ma lasciamo stare
Qualche suggerimento?
Amore per il Piemonte
A MEMORIA D’UOMO NON SI RICORDA NESSUNO CHE ABBIA MAI AVUTO VOGLIA DI RITORNARE “IN PIEMONTE” MADDAI!!!
E allora mi è sembrato giusto rispondere:
Eeeeh, ma tu non puoi capire!
Cosa ne può sapere chi è nato tra l’odore dei limoni (monnezza permettendo) dell’ineffabile profumo della bagna caoda?
Cosa ne sa uno che è vissuto al sole e alla brezza del mare, sotto il benevolo abbraccio del Vesuvio, della malinconia che ti coglie quando tutto l’universo è ammantato dalla nebbia densa, che in estate si trasforma in dolce umidità che ti permea i vestiti e ti fa sentire in un piacevole bagnetto tiepido di sudore?
Cosa ne sa un uomo avezzo alla umanissima espansività latina (per cui ti possono rapinare, ma con umanità) della rigorosa riservatezza subalpina, per cui se ti capita di spirare in casa per i fatti tuoi, gentilmente ti lasciano in pace, almeno fino a quando il tuo lezzo non inizia a rovinare la rispettabilità della casa?
Sono emozioni che non puoi conoscere :P
giovedì 19 giugno 2008
La ragazza scomparsa, di Jiro Taniguchi
Shiga è il guardiano di un rifugio di montagna, nelle Alpi giapponesi; appassionato di montagna e di scalate, vive in qualche modo appartato, lontano dalla civiltà, forse per dimenticare un amico scomparso e la sua donna, a suo tempo desiderata. Ma un giorno deve tornare nella metropoli, per cercare la figlia dei due misteriosamente scomparsa.
La sua sarà una sfida, per trovare la ragazza scomparsa in una metropoli che non è il suo ambiente naturale, e perchè deve fare i conti col passato ancora vicino.
Taniguchi Jiro, La ragazza scomparsa, ed. Coconino Press, € 18,00