Sono finite le ferie!
Sono stato a Berlino, dove non ho potuto fare a meno di passare da un negozio di fumetti che, casualmente, si trovava sulla mia strada (il Grober Unfug, di Zossener str. 32)... e ho comprato il primo volume di Walt and Skeezix (nel link si trova un preview in pdf), con strisce dal 1921 al '22, di Frank King, edito dalla Drawn and Quarterly, con prezzo di copertina 29,95 Dollari USA (e comprato alla modica cifra di 14,95 euro, spero di non avere brutte soprese). Frank King è l'autore della serie Gasoline Alley, di cui ho tanto sentito parlare ma che non ho (avevo) ancora avuto modo di leggere.
Non pago, ho pure preso un albetto che narra (a fumetti) la biografia a fumetti di Vincent Van Gogh (almeno credo, è tutto in tedesco, di cui non mastico una parola!): si chiama Vincent Van Gogh Rabenjagd, di Willi Blöß, e l'ho comprato, indovinate dove, in un museo... nei musei tedeschi si ritiene il fumetto in grado di mettere in comunicazione i visitatori con l'arte, comunque non si fa uso di un atteggiamento schifiltoso verso questo mezzo (d'altra parte ormai nei negozi annessi ai musei si vedono le peggiori porcate kitsch).
Costa 3,00 euro ed è edito da www.kuenstler-biografien.de.
Altro segno evidente di come il fumetto sia per me una mania incurabile, nel grande zoo di Berlino non fanno altro che venirmi in mente pezzi di Zoo symphony, n. 9 di Alan Ford, di Magnus & Bunker...
idee in caduta libera... idee, passioni, letteratura e fumetti, cinema, informatica, viaggi, esperienze
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sabato 1 settembre 2007
Ritorno da Berlino
sabato 24 marzo 2007
Fumetti Made in Japan
Made in Japan, AA.VV., ed. Coconino Press, 16,00 euro.
Sedici autori giapponesi e francesi per altrettante storie ambientate in Giappone. Gli autori francesi sono stati ospitati nella terra del sol levante da diverse istituzioni francesi perchè raccontino la loro esperienza, mentre quelli giapponesi fanno altrettanto per le proprie località di origine.
Un viaggio in una terra che oggi resta ancora esotica e mitizzata, nel bene e nel male.
Pur tra narrazioni di tipo diverso, dal racconto minimalista, alla trascrizione del viaggio in un mondo nuovo, alla storia "ispirata a", lo scarto tra i racconti degli autori, ora francesi ora giapponesi, si può evincere più che altro per il livello di profondità dell'ispirazione che se ne percepisce.
Come dice Fabrice Neaud "La barriera linguistica è tale che il soggiorno è stato troppo breve per imparare (...) ed è stato troppo lungo per riempire pienamente, e senza lasciare spazio all'angoscia, i miei ristretti limiti di turista occidentale (...)", e ancora "Torno in Francia" "con questa sensazione di essere di nuovo passato a lato di qualcosa".
I racconti (e gli autori) sono:
Tra questi segnalo in particolare la storia di Jiro Taniguchi, che evoca la nostalgia ma anche il dramma di un momento della propria adolescenza, e la sfacciata ma allegra constatazione delle differenze di due popoli esternata senza pudore da Joann Sfar.
Pur con una certa discontinuità qualitativa (ma minore che in altre raccolte), trovo sia stato un esperimento comunque interessante.
Sedici autori giapponesi e francesi per altrettante storie ambientate in Giappone. Gli autori francesi sono stati ospitati nella terra del sol levante da diverse istituzioni francesi perchè raccontino la loro esperienza, mentre quelli giapponesi fanno altrettanto per le proprie località di origine.
Un viaggio in una terra che oggi resta ancora esotica e mitizzata, nel bene e nel male.
Pur tra narrazioni di tipo diverso, dal racconto minimalista, alla trascrizione del viaggio in un mondo nuovo, alla storia "ispirata a", lo scarto tra i racconti degli autori, ora francesi ora giapponesi, si può evincere più che altro per il livello di profondità dell'ispirazione che se ne percepisce.
Come dice Fabrice Neaud "La barriera linguistica è tale che il soggiorno è stato troppo breve per imparare (...) ed è stato troppo lungo per riempire pienamente, e senza lasciare spazio all'angoscia, i miei ristretti limiti di turista occidentale (...)", e ancora "Torno in Francia" "con questa sensazione di essere di nuovo passato a lato di qualcosa".
I racconti (e gli autori) sono:
- In riva al mare di Kan Takahama
- La porta d'ingresso di David Prudhomme
- Cielo d'estate di Jiro Taniguchi
- Ora posso anche morire! di Aurélia Aurita
- Osaka di F.Schuiten e B.Peeters
- Shin.Ici di E.Guibert
- I nuovi dei di N.De Crécy
- Kankichi di Taiyo Matsumoto
- La Tokyo di Ualteru di Joann Sfar
- Il girasole di Little Fish
- Il canto dei grilli di Moyoko Anno
- Nella viuzza Amore di F.Boilet
- La città degli alberi di Fabrice Neaud
- La festa dei cavalli di Daisuke Igrashi
- Nella foresta più profonda di Kazuichi Hanawa
- Sapporo fiction di Etienne Davodeau
Tra questi segnalo in particolare la storia di Jiro Taniguchi, che evoca la nostalgia ma anche il dramma di un momento della propria adolescenza, e la sfacciata ma allegra constatazione delle differenze di due popoli esternata senza pudore da Joann Sfar.
Pur con una certa discontinuità qualitativa (ma minore che in altre raccolte), trovo sia stato un esperimento comunque interessante.
lunedì 29 gennaio 2007
Notte bianca delle Universiadi
Qua voglio solo ricordare la notte bianca del sabato passato: sono uscito, obbligato perchè dovevo digerire una cena a base di formaggi francesi (in cui le muffe facevano la loro parte!)..
Non volevo fare la fine di Little Nemo, il personaggio delle tavole di Winsor McCay! (anche se avrei voluto fare un sogno in compagnia di Little Ego!)
Così mi sono trovato in mezzo alla folla della Notte bianca, l'ultima in conclusione delle Universiadi (di cui secondo me i mezzi di comunicazione/incomunicazione/scomunicazione hanno parlato poco).
Mi sono divertito a fare metà via Garibaldi come un topo di Hamelin, a seguire cioè un banda di suonatori di sole percussioni vestiti in stile settecentesco, molto bravi e coinvolgenti.
Ho poi continuato da piazza Castello, lungo via Po (pienissima di gente) fino a piazza Vittorio. Lì suonava (??) Hi Nrg (mi spiace ma i Gotan Project che ho sentito qualche giorno prima sono un'altra cosa! bravissimi).
Infine Murazzi, con tappa da Giancarlo.
Ho fatto ritorno, sempre a piedi, per la stessa strada... esausto (ho fatto solo le 2,40), e finalmente a casa ho digerito i formaggi!
(forse non del tutto, visto che ho ancora guardato un pezzo di un film (Pugna d'amore in sogno) su Fuori Orario di Rai Tre, in stato non proprio di lucidità)
Aggiornamento del 7/4/2007: Ho messo il percorso su Google Maps, chi vuole lo può vedere (ma a chi può interessare?).
Non volevo fare la fine di Little Nemo, il personaggio delle tavole di Winsor McCay! (anche se avrei voluto fare un sogno in compagnia di Little Ego!)
Così mi sono trovato in mezzo alla folla della Notte bianca, l'ultima in conclusione delle Universiadi (di cui secondo me i mezzi di comunicazione/incomunicazione/scomunicazione hanno parlato poco).
Mi sono divertito a fare metà via Garibaldi come un topo di Hamelin, a seguire cioè un banda di suonatori di sole percussioni vestiti in stile settecentesco, molto bravi e coinvolgenti.
Ho poi continuato da piazza Castello, lungo via Po (pienissima di gente) fino a piazza Vittorio. Lì suonava (??) Hi Nrg (mi spiace ma i Gotan Project che ho sentito qualche giorno prima sono un'altra cosa! bravissimi).
Infine Murazzi, con tappa da Giancarlo.
Ho fatto ritorno, sempre a piedi, per la stessa strada... esausto (ho fatto solo le 2,40), e finalmente a casa ho digerito i formaggi!
(forse non del tutto, visto che ho ancora guardato un pezzo di un film (Pugna d'amore in sogno) su Fuori Orario di Rai Tre, in stato non proprio di lucidità)
Aggiornamento del 7/4/2007: Ho messo il percorso su Google Maps, chi vuole lo può vedere (ma a chi può interessare?).
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