mercoledì 18 giugno 2008

Siamo tutti squali

Ho risposto a dei commenti sbruffoni a una notizia apparsa su LaZampa, a proposito dell'estinzione degli squali.

Sono abbastanza contento della risposta...

"Non sapere cos'e' un ecosistema mi sembra solo il frutto dell'ignoranza, fregarsene del cambiamento la conseguenza di deturpamento morale, dichiararsi soddisfatti l'effetto di bullismo egotico (http://it.wikipedia.org/wiki/Egotismo).

che gli squali si riducano all'estinzione e' un problema, le altre sono solo chiacchere."

Poi mi è venuto un dubbio... oddio, anche i blog sono frutto di egotismo?

Download Firefox 3!

Volevo segnalare la disponibilità della versione 3 di Firefox, un browser molto fico!
(e scusate se non mi metto a disquisire sulle ragioni del mio giudizio... andate sulla pagina del download day!)

Download Day 2008

E fate la vostra parte!

lunedì 26 maggio 2008

Ipotesi narrativa: fantasy su Prometeo

Altra idea che ha (ingannevolmente) a che fare col fantasy: un mondo/luogo in cui esistono delle forze superiori divine (o pseudo-divine) che regolano con le loro leggi il nostro mondo.
Sono forze fortemente polarizzate, orientate sulla dicotomia caos-ordine: il caos si manifesta nel nostro mondo con anarchia, pirateria, saccheggi, omicidi impuniti, ma anche libertà, caduta di vecchi ordini e abitudini costrittive, rinascite delle forze primordiali.
Dall'altra parte l'ordine, che prende il volto della pace, prevedibilità, legalità, responsabilità e consapevolezza, ma anche dittature, burocrazia, vincoli innaturali.

Sotto il cielo in cui vivono e operano queste forze potentissime e innavicinabili, l'uomo: diviso in schieramenti, ora per una ora per l'altra parte, genti divise, vivono strette alle loro fedi/ideologie come per giustificare la propria esistenza e la propria caducità, lottano accecati, consapevoli solo di avere bisogno di un'ideologia superiore ed indiscutibile.

Da questo mondo spunta un uomo, l'eroe (ma esiste l'eroe?), che capisce che non esiste una corrispondenza tra esseri superiori, le loro impostazioni, e i bisogni dell'uomo, e l'uomo deve trovare una sua via.

Ovviamente l'eroe alla fine muore... ;P

(questo è un fantasy come lo può essere il Don Chisciotte)

sabato 3 maggio 2008

Ipotesi narrativa: fantasy senza fantasy

Mi piacerebbe scrivere una storia fantasy, in cui si ribalta in un certo senso il paradigma del fantasy: un uomo o essere proveniente da un mondo fantasy, in cui esiste la magia, entra nel nostro mondo, in cui la magia non ha spazio, e qui scopre l'assenza di magia.

Nel suo mondo ogni aspetto della vita si manifesta con una sua "forza", ad es. l'amore si esprime con un'atmosfera di piacere e rilassatezza, l'odio con energie distruttrici: quando questo essere arriva nel nostro mondo in un primo momento lo trova squallido, triste, un mondo per cui sente che le persone non riescono a vivere pienamente i sentimenti, la vita; successivamente capisce che gli umani hanno la possibilità, certo di non comprendersi e di perdere molti aspetti importanti semplicemente perche' non li percepisce o è presa da sé stessa, pero' anche di apprezzare le sfumature e le ambiguità date dal linguaggio, il "silenzio" (comunicativo), l'assenza dell'espressione di sé stessi, che come il silenzio acustico ha i suoi lati positivi.

(eventualmente) Anche di rendersi conto che sia il potere di esprimere magicamente il proprio stato d'animo degli esseri, proprio delle creature del suo mondo, sia la difficolta' di percepire i sentimenti degli altri nel mondo "reale", il nostro, possono portare a una incapacita' comunicativa, in entrambi i mondi.

martedì 22 aprile 2008

Il servizio dell'Enciclopedia Britannica

Mi sono appena iscritto al sito dell'Enciclopedia Britannica: il servizio, gratuito per chi gestisce fonti di informazioni sul web quali blog, permette al blogger di consultare liberamente la versione on-line dell'enciclopedia (normalmente a pagamento), permettendo di pubblicare dei link sul proprio sito alle singole voci, che diventano così disponibili a tutti (ovviamente solo in lingua inglese). Una reazione alla grande diffusione di altre fonti di informazione liberamente disponibili sul web.
Io ovviamente inauguro il servizio con un richiamo a Will Eisner.

mercoledì 16 aprile 2008

La vita è una frittata (ovvero Mattatoio N. 6)

La vita è una frittata. O una piadina, o una ciambella. Una crepes. Insomma, quel che preferite.
Cioè, in realtà molte frittate, crepes, ciambelle, piadine.

Ovvero: la vita è fatta di momenti circoscritti, momenti discontinui, cambi improvvisi, ma spesso anche impercettibili nel momento in cui li viviamo (dovremmo? oppure è così solo alla luce del ricordo?).

Momenti in cui siamo studenti delle medie, e il nostro tempo si divide tra scuola, gioco e sonno, merenda preparata dalla mamma, il corpo scattante e pronto alla corsa, le ginocchia sbucciate e tutti i luoghi comuni dell'infanzia; in un altro viviamo il tempo divisi tra lavoro, soldi per pagare i conti, calcio vissuto con serietà maniacale e tifo come ultimo fronte di difesa della nostra identità, quando ormai nel mondo del lavoro l'abbiamo persa e siamo completamente omologati e snaturati.
In un momento siamo ciondolanti, a perder tempo tra studi universitari e vita randagia notturna, in un'altra i figli ci tolgono il sonno (quando dormire è tutto quel che vorremmo fare), la schiena è a pezzi e sognamo, se non la pensione, il momento in cui saremo liberi dal lavoro.
Momenti in cui siamo felicemente fidanzati, il compagno/la compagna sono quanto di più meraviglioso ci è potuto capitare, e momenti in cui le donne sono un'unica grande disillusione (più spesso "sono tutte tr..") - parimenti gli uomini ("tutti str..") -, in cui sembra che non si possa trovare il/la fidanzato/a ideale (ma nemmeno decente) e così via...

A suo modo ne aveva parlato anche Edoardo Bennato ("Un giorno credi di esser giusto..."), ma l'idea, o meglio la consapevolezza che non solo non esistano verità assolute, pensieri per sempre, che il destino non sia scritto nella pietra, ma la vita sia un'insieme di tanti cambiamenti, di diverse stagioni, me l'ha data oltre all'esperienza un libro che ho letto di recente, Mattatoio N. 5, di Kurt Vonnegut.
Un libro che sa esser leggero, di un umorismo acidulo, su un grande dramma come la guerra, in cui convivono (letteralmente) momenti diversi della vita del protagonista, dalla prigionia in Germania, e la sopravvivenza alla tragedia del bombardamento di Dresda (episodio autobiografico quasi dimenticato dalla nostra memoria storica, in cui morirono molte più vittime - manco fosse una competizione - di Hiroshima), al matrimonio e agiatezza, alla senilità. Uno sguardo compassionevole e ironico sulla violenza dell'esistenza umana, consapevole accettazione (e insieme unica possibile liberazione) dei mali ineluttabili.

(...)

lunedì 14 aprile 2008

nel frattempo...

Non ho più tempo (la volontà?) di scrivere sul blog, ma mi devo impegnare, non prometto niente, neanche a me stesso...
Ho aperto un altro blog, su cui voglio scrivere in inglese e in italiano, testi brevi, spero di riuscire, credo sia un buon allenamento...
Nel frattempo ho letto dei libri... Mattatoio N. 5 di Kurt Vonnegut (bello, stavo preparando un post sul libro ma non sono riuscito a finirlo esprimendo un pensiero compiuto), I guardiani del giorno di Sergej Luk'janenko (secondo capitolo del fantasy metropolitano ambientato in Russia, avvincente e diverso dal solito), poi Una favolosa tenebra informe (in originale The Einstein Intersection) di Samuel R.Delany (lirico e davvero curioso, su questo credo che non riuscirò davvero a esprimere un pensiero compiuto senza una seconda lettura), ho appena iniziato a leggere Oblomov di I.A.Goncarov.
Fumetti ne ho letti, ma forse pochi davvero da segnalare: un Fantastici 4 - The End di Alan Davis (davvero brutto, un accrocchio sovraccarico e bulimico di supereroi e confusione di trama), Volto nascosto edito dalla Bonelli (coraggioso progetto, interessante nell'ambientazione abissina, con alcuni numeri più riusciti di altri, lo trovo però troppo melodrammatico quando entrano in gioco le figure femminili, che restano alquanto noiose), l'ultimo Dawn di J.M.Linsner, Tre gironi (bello e valido, anche se IMHO meno di quelli che l'hanno preceduto), e altri ancora.
Se/quando avrò tempo cercherò di parlarne...